PARTITO DEMOCRATICO TERAMANO

Nel PD teramano volano nuovamente gli stracci

Nel Partito Democratico si profila nuovamente una drammatica conta interna che non potrà che appassionare i soli addetti ai lavori.

Che l’imminente congresso provinciale avrebbe visto la contrapposizione di due schieramenti c’era da aspettarselo, la mozione a sostegno di Matteo Renzi in provincia di Teramo è divisa da sempre sia sulla gestione del partito provinciale che sulla scelta delle future candidature.
Da una parte Tommaso Ginoble-Gabriele Minosse-Sandro Mariani, con diversi segretari di circolo e amministratori, dall’altra “Per il PD” in cui sono confluiti, tra gli altri, Dino Pepe e Manola Di Pasquale, con l’accordo con gli orlandiani di “Red” capitanati da Renzo Di Sabatino.
Due i candidati alla segreteria provinciale: Gabriele Minosse, per i primi, ed Elvezio Zunica per i secondi.
La novità di questi giorni è che il confronto-scontro si sta trasformando in una guerra fratricida a suon di tessere, commissioni di garanzia e dimissioni.
I motivi per battagliare non mancano e le due fazioni si sono ritrovate presto l’una contro l’altra armata sulla questione Alba Adriatica.
Dopo l’espulsione da parte dei garanti regionali del segretario albense, Gabriele Viviani, per motivi disciplinari, il Circolo è stato affidato al commissario Dino Pepe. Se l’espulsione di Viviani aveva già turbato l’asse ginobliano, di cui il segretario di Alba è espressione, la scelta di Pepe quale commissario ha definitivamente riacceso la miccia di una bomba ad orologeria sempre pronta ad esplodere nel Partito Democratico della provincia di Teramo che, è bene ricordare, di congressi sereni ne ha svolti ben pochi.
La segreteria regionale del partito, poco attenta nella fase della scelta del commissario di Alba Adriatica, sta cercando ora di correre ai ripari. La soluzione individuata sarebbe quella di non svolgere il 22 ottobre il congresso di circolo ad Alba, permettendo però ai delegati albensi di partecipare al congresso provinciale. Inutile dire che questa decisione, fortemente caldeggiata da Sandro Mariani, trova soddisfatti i primi ma scontenta i secondi. Il circolo di Alba Adriatica parteciperà al congresso con un tesseramento fatto in buona parte dall’ex segretario Gabriele Viviani e dunque favorevole certamente all’asse ginobliana e al candidato segretario Minosse. Politicamente, poi, sembra quasi che il segretario regionale PD, Marco Rapino, in qualche modo, commissari il commissario Dino Pepe da lui scelto, impedendogli qualsiasi tipo di intervento politico sul circolo.
In tutto questo, risulta difficile scorgere una discussione sui temi e un qualche segnale di confronto e di analisi sul futuro del territorio.
Nel Partito Democratico si profila nuovamente una drammatica conta interna che non potrà che appassionare i soli addetti ai lavori.

di PAMELA RONCONE

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